L’ilva ha fatto svalutare tutti i tesori di Taranto
PORTO – TURISMO – CULTURA – PESCA
MARICOLTURA – AGRICOLTURA
A TARANTO ABBIAMO:
- Il maggiore inquinamento registrabile a livello europeo che produce il maggior numero di malattie mortali, tumori dei polmoni e del sangue, lesioni respiratorie, ecc.; dalle misurazioni ufficiali il 92% della diossina emessa dalle industrie italiane proviene dall’Ilva di Taranto; dal Registro dei Tumori salentino emerge un aumento del 30% dei tumori a Taranto rispetto alla media regionale.
- Un altissimo livello di sottosviluppo economico e disoccupazione, dato dalla crisi dell’acciaio, dell’indotto e dalla mancanza di alternative sviluppate, ingiustificato rispetto alle dimensioni e ai profitti di un’azienda così grande.
- Un elevato impoverimento culturale, conseguenza dell’annullamento di iniziative rivolte alla storia, all’arte, alla letteratura, alle tradizioni, ecc.
- Un enorme spreco delle risorse del territorio, un ambiente ai minimi termini, acqua ad aria inquinati, agricoltura e pesca di bassa qualità, porto e turismo svalutati e impraticabili, penalizzati da un paesaggio fatiscente a causa di un’enorme struttura industriale visivamente opprimente e oggettivamente ingombrante.
A TARANTO VOGLIAMO:
- La salute: non possiamo pensare che le malattie sono il costo del lavoro e della sopravvivenza.
- Lavoro per vivere e non per morire.
- Avviare attività che portano profitti, lavoro, valore aggiunto e qualità della vita, adatte al nostro patrimonio, alla nostra storia e alle nostre risorse (porto turismo cultura pesca maricoltura agricoltura artigianato archeologia).
- Una città bella da vedere e da visitare, che sia considerata e trattata come merita.
- La vivibilità, ovvero camminare per le strade senza vedere gli edifici sporchi di minerale, e incontrare le persone senza parlare di morti ammalati o infortunati sul lavoro.
- Costruire un futuro migliore e alternativo, per evitare la condanna che è stata scelta per questa città 40 anni fa, che ora non ci sta più bene.
- Dare una possibilità alle nuove generazioni, che possano scegliere di costruirsi un futuro a Taranto e che non siano costretti a cercare una vita migliore altrove.
