L’ULTIMA FARSA DI ILVA E ARPA PUGLIA
Smemorati in continuo
Per chiudere in bellezza un 2011 “storico”, l’Ilva S.p.A. e Arpa Puglia hanno deciso di ritrovarsi nel salotto degli studi di una nota tv locale nella serata del 30 dicembre, per augurarsi buon anno e per continuare ad incensarsi sui nuovi traguardi raggiunti. A rappresentare l’ente regionale per la protezione ambientale c’era il direttore generale Giorgio Assennato, mentre il siderurgico ha inviato come rappresentante Adolfo Buffo, responsabile Ambiente e Sicurezza dell’Ilva. E’ inutile star qui a sottolineare la mancanza, per l’ennesima volta, di qualsivoglia contradditorio o il tono amichevole dell’incontro: non è per noi una novità visti i soggetti in questione e la sede in cui essi si sono ritrovati. E’ palese che chi doveva schierarsi e scegliere da che parte stare, pur nascendo come soggetto eticamente e moralmente imparziale, ha preferito l’alleato più forte per un futuro “al sicuro” da eventuali brutte sorprese.
Ciò detto, vogliamo porre la nostra attenzione su quanto dichiarato dai nostri illustri ospiti (che riprendiamo dal sito www.inchiostroverde.it), in merito al campionamento in continuo delle emissioni di diossina e furani dal camino E-312. “Non esiste una tecnologia che dà la misura in continuo delle diossine ha dichiarato il direttore di Arpa Puglia esiste un dispositivo che consente di avere un campionamento su un periodo molto lungo, che rimane in permanenza al camino. Il vantaggio è la copertura di un periodo molto più lungo e soprattutto il campionamento si riferisce al tempo precedente all’arrivo dei tecnici dell’Arpa e non alla fase successiva come avviene ora”. Il dispositivo di cui parla Assennato esiste, ed altro non è che il modello che Stefano Raccanelli (responsabile del Consorzio I.N.C.A. di Venezia) spiegò in un incontro che si svolse nel febbraio dello scorso anno all’Istituto Righi, in termini diversi e più precisi di quanto non faccia il direttore di Arpa Puglia: “Nel camino viene inserito un tubo collegato ad una pompa capace di aspirare senza interruzione i fumi (24h/24h, 365 giorni all’anno). Fra il tubo e la pompa è messo un supporto (cartuccia) capace di trattenere le diossine spiegò Raccanelli . Una volta al mese (o ogni 15 giorni) si preleva la cartuccia e la si porta in laboratorio per le analisi, al suo posto se ne mette una nuova. Invece il “monitoraggio” in continuo, ovvero la lettura in tempo reale della concentrazione di diossina nei fumi senza passare per il laboratorio, non è possibile”. E’ altresì utile sottolineare come il dott. Assenato, con assoluta tranquillità, riveli ai tarantini come il campionamento che ha effettuato l’Arpa Puglia nelle quattro campagne di rilevazione presso il camino E-312 nell’anno appena conclusosi, sia posteriore all’arrivo dei tecnici dell’ente regionale presso il siderurgico tarantino. Ammettendo, di fatto, che nessuno è in grado di dire con certezza cosa avvenga (ovvero cosa venga emesso e in quale quantità dal camino E-312) prima del loro arrivo: cioè nei restanti 353 giorni all’anno in cui l’Arpa non monitora quel maledetto camino. Messo completamente a suo agio dal tono affabulatorio della discussione, l’ing. Buffo candidamente afferma: “Si tratta di scegliere una tecnologia tra quelle disponibili, verificare se è applicabile ed avere dei riferimenti in merito ai valori da garantire, perchè tra il campionamento di lungo termine e quello adottato oggi ci potrebbero essere delle differenze. Io ritengo che siano necessari tempi strettamente tecnici per partire perchè su questo l’azienda ha dato la sua disponibilità. Non saprei dire quanto tempo ci voglia in termini di mesi”. Ma come? Ma se a fine aprile 2011 (subito dopo la riunione del gruppo istruttore della commissione IPPC responsabile del “Parere istruttorio” nel procedimento relativo al rilascio o diniego dell’AIA per l’Ilva S.p.A. che si svolse nei giorni 27 e 28 aprile, n.d.r.) fu proprio il Ministero dell’Ambiente ad informare Arpa Puglia di come i tecnici del siderurgico avessero individuato in tre mesi lo spazio di tempo necessario per scegliere quale delle tre tecnologie esistenti al mondo avviare in fase di sperimentazione, come mai al 30 dicembre dello stesso anno l’ing. Buffo non è in grado di quantificare in quanti mesi possa avere termine tale sperimentazione? E come è possibile che l’ing. Buffo resti ancora oggi nel limbo dell’incertezza, quando fu la stessa Ilva, lo scorso 21 marzo, a rendere noto attraverso un comunicato stampa che Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, Arpa Puglia e l’azienda siderurgica, “hanno convenuto l’attuazione dello studio di fattibilità predisposto da Ilva e l’avvio della prima fase di sperimentazione per un sistema di campionamento in continuo del camino E312 dell’impianto di agglomerazione”? Ancora più strano é che il dott. Assennato non sobbalzi sulla sedia per smentire quanto dichiarato dall’ing. Buffo. Visto che dovrebbe ricordare più che bene quanto avvenne il 9 maggio del 2008 durante il convegno indetto da Arpa Puglia, in occasione del “Salone Mediterre” presso la “Fiera del Levante” a Bari, dal titolo “Taranto sotto la lente”. Per l’occasione venne infatti presentato uno studio dal titolo “Monitoraggio delle diossine nei fumi emessi dall’impianto di agglomerazione dello stabilimento siderurgico di Taranto”, al termine del quale come proposte tecniche e normative che la stessa Arpa Puglia riteneva di impellente attuazione, vennero indacate o un “Monitoraggio periodico delle diossine” nelle emissioni dell’impianto di agglomerazione di cadenza mensile, o “un sistema di campionamento continuo” dei micro inquinati, ovvero IPA, PCB, diossine e metalli pesanti. Un momento però. Non è stato lo stesso Giorgio Assennato, direttore generale di Arpa Puglia, a dichiarare lo scorso 18 luglio in occasione della presentazione dei primi dati parziali del Registro Tumori di Taranto riferiti all’anno 2006, che il campionamento in continuo è impossibile da attuare e che tutti coloro i quali continuano a chiederlo “non capiscono una mazza”, smentendo non solo quanto dichiarato anni addietro da studi dell’ente da lui stesso presieduto, ma soprattutto quanto sta per annunciare lui stesso: “Io sono convinto che entro il 2012 l’Ilva lo possa fare”? In questa finta incertezza generale, resta scolpita nella nostra memoria la frase pronunciata dall’ass. regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro lo scorso 5 luglio a Roma, in occasione del rilascio dell’AIA all’Ilva di Taranto: “La Regione ha ottenuto una data certa per l’avvio del monitoraggio in continuo delle diossine”. Frase che lo stesso Nicastro, a nostra precisa richiesta sulla data del fatidico giorno in questione, dichiarò di non aver mai pronunciato in occasione della presentazione del Registro Tumori dello scorso luglio, di fronte ad una folta platea di cittadini. Tutto ciò dimostra una sola cosa: che di continuo, almeno per adesso, ci sono solo una serie infinita di bugie ed omissioni, avallate da una complicità a tutti i livelli di scarso gusto e bassissimo profilo. E il 2012 è appena cominciato.
Gianmario Leone
g.leone@tarantooggi.it